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Lago Maggiore - Cannobio-Verbania-Intra

Sulla sponda piemontese del Lago Maggiore Verbania, che unisce Intra e Pallanza,  è la citta più importante,capoluogo della provincia Verbania Cusio Ossola o VCO. Ad una ventina di kilometri, Cannobio, la cittadina che apre la bella e varia Val Cannobina, è l'ultimo paese prima del confine svizzero, e tra le più pittoresche e affascinanti del lago, meta popolare di turisti nazionali ed internazionali. 

Verbania, malgrado la sua importanza a livello provinciale, è una città-giardino, una città  caratteristica, circondata da ville antiche, giardini e parchi e un centro per la navigazione del Lago Maggiore. Il suo Museo del Paesaggio contribuisce all'immagine di un luogo di bellezza incantevole, illustrando la sua storia, l'attrazione che ha avuto per pittori, scrittori e poeti. Il suo fascino è ricco e prezioso, grazie alla possibilità di fare shopping, escursioni sul lago in tutta la sua bellezza delle quattro stagioni, visite alle ville e parchi, e anche praticare sporta quali la vela, canoa, sci nautico e sui monti mountainbike e passeggiate nelle suggestive valli del hinterland. Si gioca a golf anche, tutto l'anno.A poco distanza, al Mottarone o a Macugnaga, d'inverno, è possibile anche praticare lo sci.  Cannobio è da esplorare a piedi. I ritrovamenti di alcune sepolture, forse di età pre-romana, dimostrano la considerevole antichità del paese, in considerazione della sua posizione geografica, che doveva rappresentare già ai tempi un importante centro strategico e commerciale,

Villa Taranto è un'attrazione importante nella zona di Intra Pallanza: i giardini progettati dal Capitano Neil MacEacharn il quale acquistò la villa nel 1931, sono tra gli esemplari più belli di giardino inglese nei laghi italiani. Aperti da marzo a novembre ogni anno, da non perdere. 

Cannobio vanta una delle più belle passeggiate del Lago Maggiore. Proseguendo dalla località chiamata Amore, ci si addentra nell'insenatura delle vecchie case dei pescatori, fino a raggiungere la piazza principale, Piazza Vittorio Emanuele III,  centro della vita sociale del paese. Gli altri edifici policromi che decorano il lungolago, risalenti al Settecento e all'Ottocento, danno accesso a pittoreschi porticati animati da graziosi negozietti e locali pubblici. 

Lungo l'attuale via Giovanola si risale verso il Palazzo della Ragione (fine sec. XIII), ora denominato "Parasio", e la settecentesca Chiesa di San Vittore, accompagnata da un campanile romanico.

Altro edificio religioso degno di nota è il Santuario della Santissima Pietà, dove nel 1522 ebbe luogo il miracolo della "sacra costa". Proprio a celebrazione di questo avvenimento, il 7 gennaio si festeggiano i Lumineri: in questa occasione il lungolago di Cannobio si illumina di candele e lumini disposti lungo le vie dell'abitato e sulle barche attraccate in porto o ferme a largo, mentre i ristoranti servono minestre di fagioli e luganighette di carne bovina secondo tradizione.

Cannobio è conosciuta anche per il Lido, un'ampia spiaggia ben attrezzata, meta di numerosi bagnanti desiderosi non solo di godersi una vacanza all’insegna del sole e del relax, ma anche di avventurarsi in attività sportive, come la vela e il diving. Vela e windsurf sono tradizionali sport da tempo praticati a Cannobio, grazie ai venti che soffiano dalle ore 12 alle ore 15. E' anche possibile giocare a tennis, fare ciclismo, trekking e Nordic Walking, ma gli sport acquatici offrono pura adrenilina: sci nautico, parapendio, kitesurf e tanto altro. In inverno Cannobio si svuota e diventa un paese dormiente ma a breve distanza è possibile praticare gli sport invernale a Macugnaga, pittoresco paese Walser.

La leggenda più curiosa che questo paese custodisce con orgoglio è quella dell'origine scozzese di alcune sue famiglie. Si narra infatti che alcuni soldati scozzesi, al soldo del re Francesco I di Francia durante le Guerre d'Italia, dopo la sconfitta nella Battaglia di Pavia nel 1525, ripiegarono nella valle e giunsero nel paese. A conferma di ciò, alcuni sostengono che il dialetto di Gurro, assai diverso dal dialetto degli altri paesi della valle, abbia ascendenze scozzesi.

 Agli inizi del '400, i cinque fratelli Mazarditi di Cannobio sono probabilmente i protagonisti di una delle ultime grandi ribellioni delle nostre zone contro il dominio di Milano. Il luogo è suggestivo. Un castello costruito nei pressi di Cannero Riviera su un isolotto nel Lago Maggiore a qualche decina di metri dalla riva. Non mancano le leggende, probabilmente inventate per sollecitare la curiosità dei turisti, che parlano di loro come pirati, echi di catene, urla di guardie e fuochi che illuminano la notte.....

Agli appassionati del gusto e della buona tavola, il Lago Maggiore e i suoi dintoni montani offrono una ricca tradizione enogastronomica.

Ce n’è per tutti i gusti: dai formaggi degli alpeggi, dove mucche e capre pascolano all’aria aperta lungo ampie distese verdi, alla lavorazione e trasformazione delle carni in saporiti salumi per i palati più decisi, dall’ampia varietà di produzione di miele ai numerosi dolci tipici della cucina locale.

Anche il vino non viene trascurato e si accompagna perfettamente alle diverse proposte culinarie di questo territorio che dalle dolci colline del novarese, alle acque del Lago Maggiore spazia fino alle alte vallate dell’Ossola.

Il mercato della domenica di Cannobio è un'esperienza da non perdere, centinaia di bancarelle tra prodotti alimentari e articoli per la casa, vestiti, scarpe, borse e quant'altro. Una meta per turisti dalla vicina Svizzera, questo mercato è molto conosciuto non solo per le opportunità di fare shoppingun po' diversa dal solito ma anche perché si trova in un paese di straordinaria bellezza in riva ad uno dei più bei laghi dell'Italia. Un must per una domenica diversa dal solito seguito da un pranzo in uno dei molti locali che offrono specialità  per ogni gusto, dalla pizza a piatti tipici e anche scelte gourmet di tutto rispetto.

Tanti bei negozi e boutique sono da vedere nella città di Intra a meno di 15 minuti in auto. A Gravellona Toce un interessante centro commerciale per l'eventuale giorno di pioggia come pure l'outlet Alessi nella piccola cittadina di Omegna sul pittoresco Lago D'Orta.

Per chi vorrebbe fare una giornata di shopping in uno dei centri mondiali del design, Milano con la migliore moda Made in Italy è a circa 90 minuti d'auto.

Il Miracolo della Santa Pietà.

La storia racconta: la sera dell' 8 gennaio del 1522 in un'osteria di Cannobio sono rimaste poche persone; l'oste è andato a dormire, la moglie sta sistemando la povera cucina e chiede alla figlia di 13 anni di salire al piano di sopra. 
La bimba una volta giunta al piano superiore viene colpita dall'immagine della Pietà appesa alla parete raffigurante Gesù, la Madonna e San Giovanni. La bambina colta da stupore e probabilmente impaurita chiama i genitori. Tutti coloro che erano rimasti nella piccola osteria accorrono al piano superiore.
Gesù perde sangue non solo dagli occhi ma dalle cicatrici delle ferite, in particolar modo da quella sul costato; la Madonna versa lacrime di sangue mentre quelle di San Giovanni sono cristalline. Quelli che rimangono fino ad ora più tarda vedono la piaga del costato rigonfiarsi, come in persona vivente, e la Madonna che accosta alla ferita la mano destra. Ma il prodigio più sorprendente, o meglio, il dono più singolare, è riservato per la sera seguente. Il 9 gennaio, verso le 18, numerosi testimoni assistono al rigonfiarsi della ferita del costato e da essa vedono uscire una piccola costola, proporzionata alle dimensioni del quadro.

Liberatasi da sola dalla fessura della cicatrice aperta e sanguinante, la piccola costola cade sulla bianca tovaglia distesa sulla cassapanca sottostante il quadro. 

La sera stessa (verso le 21 circa) la S. Costa è raccolta da uno dei Canonici della Collegiata, riposta in un prezioso calice e portata processionalmente nella Chiesa di S. Vittore, dove tuttora si conserva, venerata in un artistico reliquiario d’argento.


Il prodigio della lacrimazione si ripete altre volte: il 10 gennaio alle ore 17, il 28 gennaio alle ore 19, il 4 febbraio alle ore 12 e tra la notte del 27 febbraio e il 28, poco dopo la mezzanotte. In quest’ultima volta, il corpo del Signore si manifesta tutto coperto di piaghe sanguinanti, come fosse appena flagellato.
L’autenticità di questi fatti miracolosi è meticolosamente documentata. Il 25 gennaio, ad appena diciassette giorni dal primo miracolo, la Curia Arcivescovile di Milano fa iniziare da due Delegati l’interrogatorio dei testimoni maggiormente degni di fede, le deposizioni giurate dei quali sono registrate nell’atto del pubblico Notaio Bartolomeo Albertini. I testimoni sono dieci, scelti tra coloro che hanno assistito a più di uno dei prodigi; sono escluse le donne ed i sacerdoti del luogo. 

Ben presto la “Saletta” del prodigio diviene meta di incessante pellegrinaggio e nel 1526 cede il posto ad un piccolo Santuario, quello che S. Carlo visita nel 1571 e, considerandolo troppo modesto, ordina all’architetto Pellegrini di sostituirlo con l’attuale, più degno e più maestoso. S. Carlo ritorna a Cannobio il 31 ottobre 1584, e vi celebra, con profonda devozione, la sua penultima S. Messa.

Le sue origini medievali  rendono questo villaggio  storicamente e culturalmente interessante. La bellezza di questo territorio è data dal perfetto binomio tra natura e arte. Lungo tutta la litoranea  è infatti possibile ammirare ville e giardini affacciate sul Lago e nel contempo osservare le numerose realtà rurali, arroccate sulle montagne circostanti e capaci ancora oggi di conservare tradizioni radicate nel tempo.


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